
Diffondiamo il nostro profilo, le nostre idee, il nostro primo “manifesto programmatico” attraverso Myspace, attraverso passaparola, telefonate, messaggi, segni lasciati in giro…
Il nostro gruppo si poneva come obiettivo quello di riflettere sullo spazio, concreto e mentale.

Idealmente denunciamo la perdita di appropriazione diretta e reciproca tra uomo e spazio, ci presentiamo come gruppo attivo che si occupa di “ridisegnare” vie di connessione tra l’individuo e lo spazio e tra gli individui stessi.
Concretamente proponiamo delle esperienze attive e soggettive, una serie di lavori ed interventi estremamente pubblici, che richiedono agli interlocutori diversi gradi di collaborazione e coinvolgimento.

Progettiamo “modalità di riflessione”, modi di intervenire sullo spazio e modi di ridisegnarlo mentalmente. Si tratta di interventi e progetti “allargati” che presuppongono la collaborazione di persone, principalmente che si occupano di attività più o meno affini alla nostra.
Le tematiche sulle quali giochiamo sono:
- la riconquista dello spazio, a livello fisico esperenziale (street art, movimenti e più o meno piccoli interventi urbani che riflettano e che facciano riflettere sulla città) e a livello ideale (riflessione sugli spazi ai quali apparteniamo attraverso proposte di modalità di riappropariazione, costruzione di una visione ampia eterogenea e soprattutto condivisa di ciò che è la nostra area abitativa e di azione).
- da qui la riscoperta della fascinazione dell’atto di mappatura geografica legata a quella mentale.
- l’idea di mobilità, il suolo sul quale ci muoviamo infatti è quello europeo, essendo un territorio in cui oggi più che mai, le possibilità di spostamento si sono moltiplicate e facilitate.
- una ridefinizione di quello che nell’ambito urbano è tipico e tradizionale e quello che invece rimangono angoli inesplorati o dimenticati.
Proponiamo semplici forme di intervento e partecipazione alle quali si può aderire o concretamente o online, le modalità di diffusione dei nostri progetti sfruttano infatti proprio questa dualità tra potere “virale” del passaparola sul web e all’interno di differenti realtà urbane.

In un’umida notte del maggio 2007 nasce la nostra CONTENT FACTORY:
un GRUPPO FORMATO NON PIU’ DA MEMBRI MA DA COLLABORATORI.
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