sabato 7 giugno 2008

What about the book?




Questo libro parla di un viaggio, un viaggio che abbiamo compiuto nel corso di tre mesi in diverse città europee.
Questo viaggio è stato punto di partenza e fonte di ispirazione per tutto quello che è racchiuso in questo libro.
Non abbiamo voluto presentare un resoconto dei luoghi visitati, ma abbiamo giocato a creare un luogo del tutto nuovo.
Questo libro si presenta come la guida di uno spazio immaginario, di una città che in realtà non esiste, ma che appare come un mosaico di esperienze e luoghi reali.
Il libro si apre con una cartina che mostra in quale angolo della città si potrà andare a mangiare qualcosa, o andare a teatro o dove si potrà incontrare (o meglio rincontrare!) una tale persona che abbiamo ritenuto importante per la nostra esperienza.
Le pagine che seguono introducono chi le legge alla vita, agli spazi, agli usi e costumi di una “qualunque” città europea, in alcuni di essi vi si riconoscerà, in altri vi sembrerà addirittura di esservi stato, altri lo incuriosiranno e verrà da chiedersi se siano reali o pura invenzione.

Ogni “diario di viaggio” ha una forte dimensione narrativa scandita dal tempo del singolo, dall’imprevisto, dalla scoperta, vive la contemporaneità del viaggiatore; il nostro “diario” è stato creato in un momento successivo,al ritorno, quando le cose che avevamo vissuto erano sfuggite alla loro dimensione presente per diventare parte del nostro immaginario. In quanto è frutto dell’esperienza nel suo insieme, le tematiche affrontate nel libro non seguono una logica lineare, cronologica, ma appaiono consequenziali ad una logica interna, funzionale alla descrizione del luogo che abbiamo immaginato.
Ogni “Diario di viaggio” presenta una forte ricchezza grafica, in quanto vi sono racchiusi “reperti” e “documenti” dei luoghi visitati,schizzi ed impressioni personali, questa etrogeneità di contenuti da una pagina all’altra, rendono il diario un’opera “ispirata” e fonte di ispirazione al tempo stesso.


Essendo finalizzata alla costruzione di una dimensione fittizia, alcune idee ci hanno particolarmente stimolato durante la redazione delle pagine. In primo luogo abbiamo ricreato “falsi storici”, biglietti del treno, depliant promozionali, cartoline modificati o completamente reinventati, per risultare provocatori o surreali, ma anche dati, statistiche, informazioni modificate, amplificate, riportate dalla dimensione globale( Europea) a quella locale, urbana. In secondo luogo, ci affascinava molto la dimensione geografica dello spazio, fatto di nomi, coordinate, mappe, che ritenevamo concettualmente e graficamente stimolante,ispirandoci a diversi artisti e designer (cit.) che non hanno disegnato nuove “terre di mezzo”, ma hanno cercato di dare significati nuovi e personali allo spazio geografico/geometrico esistente.
L’ambiguità di ciò che sia vero e cosa no e il perché di determinate scelte viene mantenuto fino alla fine quando viene svelata la vera natura di ogni luogo visitato e di ogni persona incontrata. Ciò che tuttavia non viene mai svelato é come siamo giunte a fare determinate scelte, e quali sentieri abbiamo seguito per arrivare in un certo luogo, perché abbiamo conferito ad alcuni episodi il titolo di “racconto” di viaggio, mentre di altri ce ne siamo progressivamente dimenticate.
Questo libro si presenta come il punto di arrivo di un’esperienza personale, che è nata come progetto astratto e si è concretizzata in un prodotto.

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